Mi arrabbio sempre molto quando scopro che ci sono consulenti o agenzie che non forniscono alcun tipo di report sull’andamento del sito o dei social del cliente che seguono.
Condividere i risultati, spiegarli, valutare l’andamento del piano di comunicazione, ridefinire eventualmente gli obiettivi, confrontarsi… è fondamentale. Se questo manca, manca una parte essenziale – e direi anche deontologica – del compito del comunicatore.
Perché il report è indispensabile
Il report non è una scartoffia da archiviare o un esercizio per giustificare una parcella:
è lo strumento che permette a cliente e consulente di parlare la stessa lingua, di avere dati oggettivi su cui ragionare, di capire se la direzione intrapresa è quella giusta o se serve correggere la rotta.
Senza numeri e analisi, si naviga a vista. E chi naviga a vista, prima o poi, sbaglia rotta.
Trasparenza e fiducia
Mostrare al cliente ciò che sta accadendo significa dimostrare trasparenza e costruire fiducia.
Un cliente informato è un cliente consapevole, e un cliente consapevole è anche più incline a collaborare in modo proattivo, fornendo feedback e materiali utili.
Il report come strumento strategico
Un buon report non si limita a elencare dati: li interpreta, li contestualizza e li trasforma in indicazioni operative. È in questa fase che il comunicatore fa davvero la differenza, dimostrando competenza e capacità strategica.
Il dato grezzo è un punto di partenza. Il valore aggiunto sta nella lettura critica e nelle azioni che ne derivano.
Quindi…
Se il tuo consulente non ti consegna report periodici e non li discute con te, c’è un problema.
Perché la comunicazione è fatta di creatività, certo, ma anche di metodo, misurazione e responsabilità verso chi ha riposto fiducia nel nostro lavoro.


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